Samuele

Samuele

Samuele ha 26 anni. Appassionato di filosofia, si è da poco laureato. Presta servizio in parrocchia. Chi lo conosce, ne apprezza la cura educativa che rivolge ai più piccoli: una cura che si fonda sulla carità, sul tempo donato con gratuità, sul riconoscere con attenzione i bisogni del prossimo. Samuele ama scalare le montagne. Esce in ferrata con gli amici. È un attimo. La roccia frana. Si sgretola sotto i suoi piedi. Sotto gli occhi increduli e disperati dei due amici, Samuele precipita. Muore sul colpo.

Lo sconcerto tra chi lo conosceva, è enorme. Il dolore non trova pace. Non c’è ragione per una morte del genere. Nei suoi amici, tra i giovani del paese, però, cominciano a risuonare nella mente e nel cuore domande profonde, domande importanti: il senso della vita, la fugacità del tempo, per quale progetto ogni uomo nasce ed è pensato.

Il dolore resta, non è cambiato. Negli occhi di chi ha conosciuto Samuele, però, c’è una luce nuova. Di consapevolezza. Di grazia: per averlo avuto amico, per la testimonianza che la sua vita ha lasciato, per aver imparato a dare più sapore alla propria vita dopo la sua morte, essere diventati un po’ più sapienti.
Sit tibi terra levis, Samuele. Tutto concorre al bene.