Non so come ti chiami. Sul tuo volto la paura. Le guance solcate dalle lacrime. Ti agiti. Tremi. “Sono una paziente psichiatrica”, mi dici. Nulla vale a rasserenarti, a tranquillizzarti. Sulle mani i segni, profondi, delle ferite: il tuo grido di aiuto. Il sangue rappreso. Vuoi scappare, vuoi fuggire. Eppure, resti seduta. Sulla soglia, tua...

