Il ritorno del Satiro

Il ritorno del Satiro

Il grande Nino Manfredi in una notissima pubblicità diceva che “Il caffè è un piacere e si non è bono, che piacere è”.

Ebbene la voglia di tornare a scrivere dopo un bel po’ di mesi di non voluto “Aventino” è dovuta proprio al caffè. Anzi al Gran Caffè Sassovivo. Un luogo sacro dove è nato il primo embrione del giornalismo folignate. Chi scrive ha vissuto, ventiquattrenne, quel bellissimo periodo quando nel locale da the, con i tavoli esagonali con scacchiera incorporata, c’erano lungo tutta una parete cinque cabine telefoniche insonorizzate che, all’occasione, servivano per dettare i pezzi ai giornali di allora: La Nazione, corrispondente Giuseppe Tardocchi; Il Messaggero, corrispondente Giuseppe Galligari; Il Tempo, corrispondente Nazzareno Mancini; La Notte di Milano, corrispondente Lanfranco Cesari; Il Telegrafo, corrispondente Ermanno Benedetti; Denio Fedeli, corrispondente Rai e Gilberto Scalabrini, corrispondente Ansa.

Questo è stato il primo Gotha del giornalismo locale che ha contribuito alla storia della nostra città. E il Gran Caffè Sassovivo, a parte le sfide di biliardo tra Kocis e Lu Tassu de Budino che attiravano spettatori a non finire in quella sala dove il fumo si poteva tagliare con il coltello, torna ora in forma moderna con il grande desiderio di dare a questa città uno spunto per far germogliare di nuovo la voglia di dibattito, di proposta e di crescita. E mentre siamo davanti al nuovo bancone in attesa della tazzina avvertiamo di essere in un momento particolare della vita del nostro Paese e della nostra amata Foligno.

La politica, anche al di qua del Topino, più che servizio è diventata “Strillo Continuo”, vince cioè chi ce l’ha più duro. E così la povertà è sempre più povera, la ricchezza sempre più dorata. Le campagne elettorali continueranno ad essere sempre impostate sul ‘contro’ e non sulle proposte “per” i cittadini? Intanto i pacchetti di coalizione fibrillano ogni volta che si presenta un nome che poi viene scartato. Sembra che le attuali trattative, soprattutto a sinistra, calzino alla perfezione con il ritornello della canzone di Annalisa: “Ho visto lei che presenta lui, che presenta lei , poi presenta me, mon amour, amour ma chi presenti tu e io farò una strage stasera…” .

E così il tempo passa inesorabilmente mentre il carrozzone va avanti da sé con le regine, i suoi fanti e suoi re.
Salvatore… arriva sto’ caffè?
“Ma lo voi digitale o analogioco?”