Trasparenza smemorata

A Foligno, il 13 dicembre 2022, si svolse la “Giornata della Trasparenza”, lo stesso giorno in cui, da calendario, si celebra Santa Lucia, protettrice dei ciechi, delle malattie degli occhi e della vista, e tanto basta ad alimentare l’ossimoro della trasparenza opaca che vige a Palazzo Comunale, a dispetto della propaganda auto celebrativa.

L’ultimo esempio ci viene, mi viene, fresco fresco dall’Area Lavori Pubblici, a firma del fulgido dirigente che Zuccarini ha voluto a tutti i costi ereditare da Mismetti. Quello che riuscì a sostenere e a ribadire che la sola acqua con cui fu effettuata la periodica pulizia abbia potuto corrodere gli elementi bronzei della fontana e monumento “ai Caduti per la Pace” di Ivan Theimer posta in Piazza Don Giovanni Minzoni, senza spiegare che razza di acqua fosse.

Il fulgido ingegnere ha finalmente risposto il 31 gennaio, dopo circa un anno e mezzo, a una mia istanza di accesso agli atti del 26 luglio 2022 per ottenere copia di una ordinanza in materia di segnaletica stradale a cui è seguito un sollecito il 17 dicembre 2023, un mese e mezzo fa. Cotanto dirigente risponde che:

pur a fronte delle numerose ricerche poste in essere, tramite consultazione di elenchi cartacei ed informatici e tenuto anche conto delle interazioni e delle variazioni di competenze, tra le diverse aree di questo Ente in merito alla segnaletica stradale, non è stato possibile, ad oggi, reperire il provvedimento”.

Ovvero, il Comune di Foligno ha emesso in passato ordinanze che però, all’occorrenza, non si trovano più. Oltre alla gravità burocratica della questione, c’è anche quella pratica: infatti, in assenza dell’atto, la segnaletica posta in virtù dell’ordinanza stessa non ha validità.

Sorge spontanea la domanda: quanta parte della segnaletica vigente è nella stessa condizione, ovvero a rischio di nullità per irreperibilità dell’ordinanza con cui è stata istituita? Il segretario generale si è fatto un’idea della dimensione del fenomeno?

Comunque sia, tornando al fatto specifico, come pensa di rimediare, il fulgido dirigente? E’ presto detto:

qualora le ulteriori ricerche in corso, risultassero infruttuose si procederà con l’emissione di specifica ordinanza”.

Ovvero ci si mette una pezza. Domanda: se non si conoscono le motivazioni dell’epoca (circa venti anni fa) contenute nell’ordinanza che non si trova, come si fa ad emetterne una nuova? A recchia? Con un falso ideologico?

Ma c’è di più La precedente ordinanza riguardava, a suo tempo, la tutela dell’accesso carrabile ad un complesso di quello che allora era un “ente pubblico”, ovvero (Wikipedia):

ai sensi della legge italiana“, “un ente costituito o riconosciuto da norme di legge attraverso il quale la pubblica amministrazione svolge la sua funzione amministrativa per il perseguimento di un interesse pubblico“.

Laddove tale “interesse pubblico” non sussiste più, dato che attualmente il possesso del complesso medesimo è detenuto da soggetti privati e di mercato, subentrati o mutati nel frattempo, come si può oggi replicare analoga tutela?

Si può fare con ordinanza un gentile omaggio istituzionale a dei privati, quando tutti gli altri privati devono sottostare alle regole e agli oneri che regolano i passi carrabili e simili?

Sarebbe veramente il colmo. Si attendono sviluppi.