Monnezza al Telefono

Difficile decidere dove mettere l’accento nel leggere l’immagine che fa da pretesto a questo articolo, se sulla TIM o sulla monnezza.

A proposito della prima, la TIM, alias di Telecom Italia, già SIP, che naviga sempre più in cattive acque, così ha sinteticamente ma efficacemente riassunto la situazione, il 9 marzo scorso, la testata Milano Finanza:

“Il crollo in borsa del titolo? L’epilogo di una storia iniziata con l’OPA del secolo, alla fine del febbraio 1999, condotta da Roberto Colaninno, operazione che aprì la strada alla crescita a dismisura del debito per abbattere il quale la cessione della rete è rimasta l’ultima spiaggia”.

La seconda, la monnezza, è un male che affligge Foligno da quando la VUS, di cui il Comune è al tempo stesso cliente ed azionista, ovvero vittima e colpevole, non è più in grado di garantire un servizio di raccolta dei rifiuti degno di questo nome e di un Paese civile.

Può essere che le difficoltà in cui versa la TIM e quelle a cui non pare in grado di far fronte la VUS, sia pure di genere ed entità diverse, convergano emblematicamente.

Accade quando, come nella foto, per intervenire su un armadio a cui sono attestate le terminazioni delle linee telefoniche della via, il tecnico TIM di turno, che già patisce, specie economicamente, per la situazione ed il clima aziendali, per svolgere il suo lavoro debba pure farsi largo ed operare tra la monnezza nauseabonda che si accumula regolarmente a ridosso e nei dintorni dell’impianto.

Idem dicasi, di riflesso, per la monnezza che, come se non fosse già dilagante, arriva al punto da costituire una turbativa per gli interventi di manutenzione o di riparazione sulla rete telefonica, ovvero per un servizio di pubblico interesse.

Comunque la si veda, al peggio non c’è limite.