Mari e monti

E parliamo di elezioni.

In Ucraina, Stato “libero e sovrano”, “baluardo della democrazia”, le elezioni sono rinviate a tempo indeterminato. Il presidente uscente, nonostante il suo mandato sia scaduto il 31 marzo, resta ancora in carica e, a livello diplomatico, continua ugualmente ad essere riconosciuto come tale.

In Russia, invece, le elezioni si sono svolte, a metà marzo. Su 113.011.059 aventi diritto, di cui 87.576.075 votanti, il presidente uscente è stato riconfermato con 76.277.708 voti che, secondo i parametri occidentali, sono decisamente troppi, e dunque sospetti, per essere considerati autentici e quindi per ritenere le elezioni libere e democratiche, tanto è vero che, a livello diplomatico, la sua riconferma non è stata unanimemente riconosciuta.

Più precisamente, è stata disconosciuta solo in ambito NATO, ma con l’eccezione di Turchia ed Ungheria, dal che se ne deduce che, per la NATO medesima, la presidenza della Russia sia in sede vacante, come in Vaticano quando muore il Papa.

A proposito di Vaticano, sulla validità delle sue elezioni, mai nessuna obiezione, nonostante che, a differenza della Russia, non esista il suffragio universale, ed il loro esito sia notoriamente soggetto alla superiore ingerenza dello Spirito Santo.

Nessuno, infatti, a livello politico, oserebbe disconoscere l’investitura del Papa, meno che mai oggi quella di Bergoglio, dovendo ammettere che la sua elezione nel 2013 è stata nulla e invalida perché avvenuta a Papa non morto e non abdicatario, stante il fatto che il suo predecessore Benedetto XVI, vivente fino a tutto il 2023, non ha mai rinunciato al “Munus” ai sensi del canone 332.2 del Codice di Diritto Canonico. Russia no, Vaticano sì, i soliti due pesi e due misure.

Alle stesse elezioni papali del 2013 fu proposto come candidato, a sua insaputa, anche il cardinale Giuseppe Betori da Foligno, con l’affissione in giro per la Città di manifesti con la sue effigie e con lo slogan “Porterò il mare a Foligno”.  Poi Betori non fu eletto e il mare a Foligno lo vediamo col binocolo, oppure andando in carrozza fino a Civitanova sulla nuova “Val di Chienti”.

In compenso, tra i candidati a “primo cittadino” per le prossime elezioni comunali, non mancano quelli che promettono “mari e monti”, con gli elettori che sperano nel miracolo, duri a convincersi che, chiunque sia il prossimo Sindaco, sarà comunque tipica espressione del popolo folignate. Come canta Massimo Bagnato, “semo gente de Fuligno, semo fatti cuscì” e non si può pretendere che faccia sangue una rapa.

Comunque sia, se proprio non abbiamo il mare, lungo le rive del Topino al Parco Fluviale c’è qualche scampolo di spiaggetta dove, con i primi caldi, c’è già chi gradisce stendersi al sole e magari fare il bagno laddove l’acqua è più alta.

Risulta qualcuno, tra i candidati Sindaco, che abbia proposto, al Parco Fluviale, di costituire un Lido Fluviale?

Più che le promesse di “mari e monti”, tra la “gente de Fuligno” c’è chi si accontenterebbe anche solo di questo.