La chiesa che non fu


Ormai da un paio d’anni, nell’ambito del progetto “Divina Foligno”, è stata adottata in Città una nuova segnaletica turistica che, tra l’altro, consiste nella apposizione nei luoghi di interesse di specifiche tabelle di indicazione.

Da estenuanti ricerche sulla rete, non sono riuscito a cavare un ragno dal buco circa l’identità del bizzarro carattere tipografico adottato, non certo il massimo della leggibilità, a prezzo del massimo del mistero.

Una di queste tabelle, in Via Aurelio Saffi, indica il “Teatro San Carlo”, “XVII sec.”.

Il forestiero che legge, ma anche l’indigeno, è portato a dedurne che a Foligno, nel XVII secolo, fu costruito un teatro a cui fu data l’intitolazione di “Teatro San Carlo”, con  la mente che corre subito a quello celeberrimo di Napoli.

Basta però dare uno sguardo alla facciata, recentemente restaurata, per capire che non di teatro si trattava bensì di una chiesa.

Proprio nel sito comunale “Divina Foligno” (vedi), nella scheda “58. Teatro San Carlo”, per l’appunto, si trova scritto che:

“La chiesa barocca di San Carlo fu eretta dai Barnabiti nel 1612. Chiusa dapprima nel 1810 con la soppressione napoleonica dell’annesso convento e poi definitivamente con l’Unità d’Italia, successivamente è stata adibita a teatro“.

Quindi, è lo stesso Comune di Foligno a dire che nel secolo XVII non fu costruito un teatro ma una chiesa, poi adibita a teatro. Un teatro che, in tempi recenti, ha ripreso a funzionare, sotto l’egida della Diocesi, a cui appartiene.

Insomma, al Comune di Foligno, nelle indicazioni turistiche, hanno confuso, o unificato, la genesi e  la storia dell’edificio con la funzione attuale.

Una confusione che però non è stata fatta per la “Chiesa di San Domenico – Auditorium” né per la “Chiesa di Santa Caterina – Auditorium”, queste sono le scritte che, correttamente, recano le indicazioni.

Forse perché, a differenza del “Teatro San Carlo”, sono di proprietà comunale?

Misteri del Turismo.