C’è bisogno dello psicologo a scuola… Senza che tutti lo sappiano

C’è bisogno dello psicologo a scuola… Senza che tutti lo sappiano

Siamo studenti del Liceo Classico “Federico Frezzi” e abbiamo deciso di trattare un tema molto sentito nella nostra scuola e tra i giovani in generale.

Dal 21 febbraio è stato attivato nella sede “Frezzi – Beata Angela” lo “Sportello psicologico d’ascolto”, inserito nel progetto “Costruire con i giovani – Giovani energie”, finanziato dal Comune di Foligno. Lo Sportello consiste in una seduta completamente gratuita con uno psicologo esterno alla scuola, da svolgere individualmente o come classe durante le ore scolastiche.

Una lodevole iniziativa, ma che riscontra negli studenti poco successo e molto disagio.

Il problema maggiore riguarda la privacy dello studente: partecipare ad una sessione con lo psicologo implica l’alzarsi dal proprio banco durante una lezione e uscire dall’aula per un colloquio di una o due ore. Dunque la classe e l’intero collegio docenti sono inevitabilmente informati dell’incontro, dal momento che lo studente è ovviamente tenuto a giustificare la sua assenza e l’insegnante a segnarlo “presente fuori aula” nel registro elettronico. 

Anche il sistema di prenotazione è un altro fattore che di certo non stimola l’uso dello Sportello, in quanto è necessaria, se minorenni, un’autorizzazione firmata da entrambi i genitori e molto spesso questo è motivo di disagio. Di conseguenza, accettare questa procedura diventa quasi impossibile in un’età in cui ci si vergogna quasi costantemente di essere osservati, giudicati, criticati dagli altri.

Sebbene molti adolescenti vorrebbero confrontarsi con un esperto in grado di ascoltare i loro problemi e disagi, la generale assimilazione dello psicologo ad una sorta di “strizzacervelli” li porta poi a desistere, nella convinzione che sia meglio tenersi per sé i propri problemi piuttosto che rendere pubblico il fatto di averli. I giovani necessitano di potersi aprire liberamente senza sentirsi osservati e giudicati da tutti. È anche vero che forse la fruizione mediante le attuali modalità è un modo per ritenere del tutto “normale” e ordinario un colloquio con un esperto. Tuttavia, per quanto lo Sportello d’ascolto sia già di per sé un progetto estremamente importante e apprezzabile, poiché denota un interesse verso la salute psicologica degli studenti da parte della scuola, bisogna guardare in faccia alla realtà: il sistema con cui esso viene proposto purtroppo ne limita le possibilità, trasformandolo in un servizio di nicchia, poco usato e anzi spesso oggetto di derisione. 

Chiaramente i difetti del servizio sono causati anche dai vincoli, di orario e di responsabilità, a cui la scuola è sottoposta, ma lo Sportello continuerà ad essere poco usato finché non verrà garantita una maggiore privacy. Potrebbero bastare piccole modifiche, come sedute pomeridiane o nelle famose “seste ore”, spesso vuote, per portare un grande cambiamento e sfruttare al massimo un servizio che, specialmente dopo la pandemia, sta diventando sempre più necessario per i giovani.