Badanti e Badati

Siamo tutti “europeisti”, orgogliosi della Costituzione “più bella del mondo”, fieri dei valori occidentali di libertà, salvo che, al momento opportuno, siamo pronti a rinnegarlo e consentire, o peggio, a fare in modo che quei principi e quei valori vengano calpestati.

La Costituzione Italiana, all’articolo 33, così recita:

“L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”.

come pure, all’articolo 21:

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, all’articolo 11, così recita:

“Libertà di espressione e d’informazione – 1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. 2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati”.

Una formulazione, quella “europea”, più estensiva di quella dell’articolo 21 della nostra Costituzione, perché tutela espressamente la libertà di ricevere informazioni senza ingerenza alcuna.

In questi giorni stiamo assistendo al tentativo di impedire la proiezione di un film che ha per tema il conflitto in corso in Ucraina, con la motivazione che si tratta di propaganda russa, a cui non deve essere data voce. Dov’è la libertà dell’arte? Dov’è la libertà di ricevere informazioni?

Ammesso che di propaganda si tratti, siamo davvero sicuri che le fonti “occidentali” non siano, parimenti, a loro volta, fonti di propaganda che si vuole imporre come verità dogmatica?

A questo proposito vale la pena citare, come caso eclatante ed emblematico, la versione “occidentale” secondo cui la causa della morte in un carcere russo di Alexei Navalny (colui che è stato eletto a rango di eroe dell’opposizione a Putin) sarebbe avvenuta per detenzioni disumane o per un “pugno al cuore”, ovvero che si sia trattato di una esecuzione capitale. Ebbene, il capo dei servizi segreti ucraini in persona, Kirill Budanov, ovvero una fonte istituzionale della parte che l’occidente difende, ha dichiarato che la morte di Navalny è avvenuta per un coagulo di sangue, ovvero si è trattato di morte naturale, confermando la versione “propagandistica” di Mosca e smentendo così la “verità” dell’occidente.

Pare che, oltre alla comunità ucraina, si sia mossa persino l’ambasciata in Italia di quello stesso Stato che all’Unione Europea, compresi i suoi princìpi, ha chiesto di recente l’adesione. Di cosa hanno paura? Che le persone possano farsi una loro opinione confrontando i diversi punti di vista, come è loro diritto?

Non da meno è l’arrampicamento sugli specchi di chi contesta il Patrocinio concesso dal Comune di Foligno, convinti che il patrocinio consista in una adesione ideologica ai contenuti dell’iniziativa. Non si sono curati di andarsi a leggere, sul sito comunale, che:

“Con la Concessione del Patrocinio, che viene deliberato dalla Giunta comunale, l’amministrazione esprime il proprio consenso, ritenendo l’iniziativa meritevole di supporto per fini d’interesse pubblico”.

o comunque contestano che sia un interesse pubblico diffondere l’arte e favorire la conoscenza ed il confronto tra le diverse fonti di informazione. Sarebbe come se, patrocinando la presentazione del libro “L’Esercito di Dio”, si volesse far intendere che il Comune di Foligno abbia voluto sostenere l’idea della costituzione di una forza armata di ispirazione religiosa.

Eppure siamo nella Città “Dantesca” e ci piace citare quel motto che così recita: “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza”. La conoscenza, però, sarebbe solo quella che fa comodo, o peggio, quella che viene imposta.

Ricordo che, un paio di anni fa, ci fu l’insurrezione della comunità ucraina per una tipica locandina sboccacciata del “Vernacoliere”, mensile satirico di Livorno, che parlava dell’operato miracoloso di una “badante ucraina” (vedi), locandina che qualcuno, per quieto vivere, fu costretto a censurare.

Ecco come ci siamo ridotti, non abbiamo diritto a farci un’opinione propria, ma forse nemmeno una risata, abbiamo bisogno di badanti che ci imboccano le informazioni giuste. Siamo diventati tutti badati.