Più cianciafruscole che sirocchie

Più cianciafruscole che sirocchie

Come i norcini insaccano i salami gli influencer insaccano di cianciafruscole i loro profili social, ricevendo il prezzo del loro facchinaggio digitale, il cui mercato vale 308 milioni. La più affermata influencer d’Italia è Chiara Ferragni, citata dall’86% del campione intervistato. Al secondo posto Giallozafferano (72%) al pari di Benedetta Rossi (72%). Seguono in quarta posizione ClioMakeUp (62%) e Aurora Ramazzotti in quinta (60%). La classifica, salvo errori od omissioni, è aggiornata al 12 gennaio 2024.

Tanto di cappello, i fessi veri sono i followers assetati di panzane. Per farsi brand icon ci vogliono idee, talento, contenuti, impegno ideologico, ma soprattutto calma e continuità. Io ce la metto tutta, ma è più forte di me accettare gli scombussolamenti dei sistemi comunicativi. Trovo più rassicurante palpeggiare (se il termine non vi scandalizza) le pagine ingiallite dei libri che rinvengo in via Gentile Da Foligno a “Il Salvalibro”. È lì che ricevo asilo politico, facendo un po’ come lo struzzo inseguito dai predatori. Cerco di farmi un’opinione del mondo per capire cosa s’è verificato nel corso della storia.

Non ce l’ho con gli influencer che fanno il loro. Del resto lo fa anche Franciscus, che scrive nei social in latino, lingua tutt’altro che morta: “Tuus adventus in paginam publicam Papae Francisci breviloquentis optatissimus est” (il tuo arrivo nella pagina ufficiale di Papa Francesco che parla conciso è assai gradito). Non che Bergoglio abbia inventato niente, perché il primo ad unirsi via twitter ai fedeli digitali fu Benedetto XVI, di gran lunga il mio preferito (sia detto cum dilatato corde). Ma non ho potuto fare a meno di interpellare una tonaca che la sa lunga. Ce ne sono ancora a rovistare bene.

D: «Eccellenza, una volta i cinguettii non erano quelli di twitter, come insegnava santo Francesco aderendo ai comandamenti del nostro Creatore: “O sirocchie mie, tortole semplici, innocenti e caste, perché vi lasciate voi pigliare?». ADR: “Il Sacro, nella fluidità che gli appartiene, scorre meglio tramite la fibra che non nelle navate delle cattedrali”.

Sono arrivato ad una conclusione. Se i preti proprio non ce la fanno a dirci ogni giorno nuovo una nuova parola è comprensibile che provino perlomeno a ridire le antiche parole con nuova forza, quella della connessione.

(In copertina Innocenzo III manipolato da Luigi Frappi)