Aspettando Sanremo – seconda puntata

Aspettando Sanremo – seconda puntata

Quando nel 2000, la nostra Luna Rossa, non la canzone napoletana scritta da Vian e De Crescenzo, ma la barca a vela che si contrapponeva a Black Magic, nelle difficili acque di Aucland, a Sanremo un’altra bellissima barca luccicava sul mare ligure insieme alla “Luna in Transito”.

Il 2000 era l’anno che avrebbe dovuto cambiare la storia, il millennio. Nel 2000 successe l’impossibile. Per la prima volta a Sanremo vinse la canzone più bella. Nel 2000 gli Avion Travel, dominarono il Festival con la canzone Sentimento.

In sala stampa sembrò scoppiare una bomba atomica. Volarono appunti e applausi. Fu bellissimo. Perchè  per la prima volta al Festival vinceva la canzone più bella, l’artista più competente, uno dei migliori gruppi della scena musicale italiana, e per di più dei cari amici. Non ebbi nemmeno il tempo di esultare che cominciai a correre giù dalle vie e per i vicoli come una furia. Correvo col fiatone per arrivare velocemente al porto. Dovevamo Trovarli. Dovevamo trovare gli Avion Travel.
Ma partiamo dall’inizio.

L’ultima sera di Sanremo ci si trascina i piedi come dopo il cammino di Santiago, stanchezza e occhiaie cominciano a farsi sentire. I tramezzini del bar dell’Ariston che costavano come il volo Los Angeles Sidney rimanevano in vetrina tristi e abbandonati come la Luisona di Stefano Benni.

L’ultima sera era come quando organizzi un dopocena in camera dopo una gita scolastica. Soprattutto dopo la gara, in quella mezz’ora che ti lascia, ci si ritrovava seduti sopra i banchi a parlare con i colleghi. Già la sala stampa del Roof sembrava un po’ come una aula universitaria con banchi e sedie tutti in fila. Per farla breve siccome stava il vantaggio una canzone orrida di cui non ricordo nemmeno l’interprete avevamo tutti ormai abbandonato l’idea che canzoni come Sentimento degli Avion Travel e Replay di Samuele Bersani avessero potuto raggiungere almeno la top ten. Sta di fatto che ce la chiacchieravamo alla grande. Io, il maestro Totò Rizzo del Giornale di Sicilia, Walter Porcedda de La nuova Sardegna, e Stefania Cubello, ufficio stampa degli Avion per la casa discografica Sugar.

Nel 2000 successe l’impossibile. Per la prima volta a Sanremo vinse la canzone più bella

In Sala stampa di solito la classifica viene data circa 10 minuti prima che arrivi in diretta proprio per permettere ai giornali, viste le ore piccole, di andare in ribattuta. Insomma, una volta era cosi, visto che il web non era al centro di tutto come oggi. Inoltre proprio per non rimanere scoperti di solito si scrivono un paio di attacchi dove si dà la notizia secca del vincitore e poi si procede con lo sviluppo della serata.

Comunque, ce la stavamo ridendo alla grande mentre si abbassa l’audio della diretta e la voce di Tonino Manzi (capo ufficio stampa Rai per il Festival, oggi in pensione) annuncia la classifica.

Si parte dal 3 classificato Gianni Morandi con “Innamorato”, seconda Classificata Irene Grandi con “La tua Ragazza Sempre”, e prima classificata… Piccola Orchestra Avion Travel.
“Come gli Avion Travel?” Seguì qualche secondo di silenzio prima dell’esplosione di gioia. La Cubello essendo ufficio stampa della band mi guardò come con sgomento e le uniche parole che riuscì a proferire fu: “Oddio, sono i miei, oddio Claudia corri, corri credo siano al porto a mangiare.

Realizzai in pochi secondi che i ragazzi dovevano salire sul palco, perché avevano vinto il Festival. Ma come anticipato prima, poiché era praticamente una vittoria impossibile, Beppe Servillo, Mario Tronco, Ferruccio Spinetti, Fausto Mesolella e Mimi Ciaramella andarono  tranquillamente a passeggio.

Mario il tastierista aveva una macchia di sugo di cozze sotto la camicia ma per fortuna era rossa amaranto e non si vedeva, mentre camminavamo verso l’Ariston mi faceva battute sulla Lazio

Cominciai a correre tagliando per qualche vicolo, sempre attraversando ali di folla. Arrivai al ristorante in piazzetta del porto, che avevo il fiatone per scorgere dal vetro la band comodamente seduta davanti ad un piatto di spaghetti alle vongole fumanti, con tanto di tovagliolo a bavaglio, ignari di che cosa stava succedendo all’Ariston. Dalla discesetta del porto arrivò anche la Cubello di corsa. Rassettammo i ragazzi, dalle foto si può notare che in qualche modo che era come se fossero stati catapultati lì. Mario il tastierista aveva una macchia  di sugo di cozze sotto la camicia ma per fortuna era rossa amaranto e non si vedeva, mentre camminavamo verso l’Ariston mi faceva battute sulla Lazio. Fausto, il compianto grande chitarrista della band mi disse: “Tienila tu” e mi regalò un plettro azzurro che aveva in tasca e che conservo gelosamente a casa, come le nostre conversazioni Facebook sulla qualità del caffè inglese contro quello napoletano, anzi casertano per essere esatti.

Alla fine gli Avion Travel salirono sul palco e tutti ci abbracciammo felici sulle note della loro meravigliosa canzone, mentre Luna Rossa faceva sognare i tifosi quasi come la luna che si rispecchiava nel mare di Sanremo. La bellezza della musica, e dell’interpretazione degli Avion Travel accompagnarono il gran finale del Festival del 2000 con quel luccichio sul mare di quella nostra barca Tesa nel vento… così come il suo nome il suo nome è sentimento.

(foto Shadowgate from Novara, ITALY, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons)