A 30… allora!

A 30… allora!

A 30 km/h in effetti ci andavano… allora, quando a cavallo degli ultimi due secoli, cominciavano a circolare strani ammassi di ferraglia rumorosi e semoventi che in campagna per lo spavento bloccavano l’uovo alle galline e dovevano essere preceduti da un ragazzo che ne annunciava l’arrivo al suono di una campanella. Poi, come si sa, i tempi sono cambiati. Furono battezzati auto-mobili e ora sono dotate di tutto e di più, forse anche di quel ragazzetto che prima suonava la campanella e che adesso sta da qualche parte nel cofano e si chiama servo, e a seconda della funzione diventa servofreno, servosterzo, cambio automatico, sensori qui, sensori là e quant’altro.

Ovviamente te lo fanno pagare. Quando i rivenditori ti vogliono accalappiare ti raccontano che l’auto raggiunge i 240 km/h e che ha un motore di tale potenza che da 0 a 100 ci arriva in un nanosecondo. Poi arriva la legge che ti dice che devi andare a 30 km/h quando il tachimetro segna i 20 quando l’auto è ferma e il motore non è ancora acceso. Una Ferrari credo che si rifiuterebbe proprio di partire!

L’obbligo di procedere a 30km/h sembrerebbe verosimilmente scaturito dalla necessità di tenere moderata una velocità che, se superiore, potrebbe risultare un pericolo per quanti sono coinvolti nel traffico conducente compreso. Tuttavia solleva situazioni e conseguenze degne di una certa nota. 

Intanto per essere sicuri di non incorrere in sanzioni conviene prudentemente rimanere almeno di mezza tacca al di sotto dei trenta. Pertanto questa velocità costringe ad usare marce basse (per i motori a combustione) con conseguente aumento del consumo di carburante e quindi di emissioni, oltre a un surriscaldamento e deterioramento del motore. Un tale limite di conseguenza renderebbe ingiustificata tutta la dotazione di sistemi di sicurezza che ormai non sono più opzionali ma di base in ogni auto e che contribuiscono non poco al prezzo di acquisto. A proposito: con tale limite di velocità il premio dell’assicurazione scenderà?

Ed è così che salta fuori lo “Zorro degli automobilisti” e qui il problema si sposta sul piano psicologico e caratteriale degli italiani. Da nord a sud il concetto di regola, o legge, varia profondamente. L’unico elemento comune è il principio dell’auto determinazione. L’italiano così pensa: “Sono IO che valuto, sono IO che decido la giusta velocità da tenere, IO non ho bisogno che ci sia qualcun altro a decidere per me, IO non sono mica un cretino!” Purtroppo è così, una regola imposta è considerata un insulto all’intelligenza. Gli italiani in realtà non sono un popolo ma un insieme di popoli di natura diversa e quando servono creano le loro regole a seconda della loro cultura di origine. E’ un detto, penso, solo italiano fatta la legge scoperto l’inganno. Ed ecco che, fatta la legge, uscito lo Zorro segatore di autovelox.

Una guida corretta e prudente proviene dal buon senso, dalla perizia e dal senso civico di chi è alla guida che consapevolmente e realisticamente sa valutare le varie situazioni e agire di conseguenza. Si possono far danni seri anche a 30 km/h se alla guida c’è un ubriaco, un drogato o un genericamente esaltato. Non voglio sollevare la questione se qualche comune vuole fare cassa o no. Serve praticare l’educazione alla correttezza e al buon senso, in mancanza della esce poi fuori Zorro. Forse prima o poi lo beccheranno, ma, come si dice per il papa, preso uno Zorro ne uscirà un altro, si moltiplicheranno come cloni ovunque e intanto uno ne è appena arrivato nella sperduta Umbria, quella che per le previsioni del tempo non ha nome ma è solo “le zone interne del centro”. È arrivato a Spoleto e sulla Flaminia ha messo fuori uso un autovelox. Un reato è sempre un reato, non si discute, ma penso che le leggi per essere correttamente osservate debbano sempre essere logiche e per questo condivise automaticamente dalle persone di buon senso. Se questo non avviene vuol dire che da qualche parte c’è qualcosa da rivedere.