Un detto latino così recita: mater semper certa est, pater numquam, ovvero la madre è sempre certa, il padre mai. La stessa regola si potrebbe applicare al Menotre: la foce è certa, l’origine no.
Un fiume, da cui l’omonima e tanto decantata “valle”, che trova la sua apoteosi in Rasiglia (delenda est), luogo di smodata e sproporzionata attrattiva turistica con pesanti effetti collaterali per la viabilità e la sicurezza stradale, della quale valle, di conseguenza, non sono certi i contorni.
Dove nasca il Menotre, infatti, è un enigma, ognuno colloca la sua origine a piacimento o a pappagallo, anche con riferimenti di fantasia.
Mi sono dunque messo di impegno, illudendomi di venirne a capo.
Lo spunto me l’ha dato questa tabella, collocata nei pressi della Madonna del Sasso, lungo la (ex) SS 77 nella zona di Leggiana, il cui autore, dopo aver dato al fiume il nome di un numero, “-3” (vedi) ha aggiunto più di recente l’indicazione che lo stesso nasce dal “mte Favuella”, “mte” che, se inteso come abbreviazione di “monte”, fatte le opportune verifiche cartografiche, è risultato sconosciuto alle plurime fonti da me consultate.
Vengo dunque agli esiti della mia indagine.
Dal materiale pubblicato dal Comune di Foligno a scopo di promozione turistica si legge quanto segue.
Il fiume Menotre nasce dalle sorgenti del fosso di Favuella, ad 800 m s.l.m., nei pressi del paese di Orsano (frazione montana del comune di Sellano, a 30 km da Foligno) e del monte Mareggia. Raccolte le acque del fosso di Piè di Cammoro e del fosso di Carboneia, si dirige verso Rasiglia.
Intanto, nemmeno di questo altro monte “Mareggia” risulta traccia; esiste un “monte Maregghia” ma sopra Verchiano, quindi fuori zona.
Se però il “fiume Menotre” nasce dalle sorgenti del “fosso di Favuella”, è tautologico dedurne che non di “fiume Menotre” si tratterebbe ma di “fosso di Favuella”. Dov’è, dunque, che questo “fosso di Favuella” diventerebbe “fiume Menotre”?
Qualche indizio arriva dalla cartografia. Secondo il “Geoportale Nazionale” del Ministero dell’Ambiente, il “F.so di Fauvella” (e non Favuella, “u” e “v” invertite), dopo un tratto che ha inizio all’altezza di Celle, dove viene indicato come “il Rio”, diventa “F. Menotre” poco a valle di Molini di Orsano.
Secondo il “WebGis UmbriaGeo”, invece, il “Fosso Fauvella” continua ad essere tale fino all’altezza di Chieve, molto più a valle, diventando “Fiume Menotre” più o meno all’altezza della Madonna delle Grazie.
Il Consorzio della Bonificazione dell’Umbria si rimette ad un lavoro scolastico, dove è scritto quanto segue.
Il fiume, nasce nei pressi di Molini, nel Comune di Sellano, vicino allo scoglio della Fauella dove riaffiorano delle sorgenti che sgorgano poco a nord di Pettino, nei pressi di S. Paterniano. Scendendo a valle, superati gli abitati di Molini di Orsano e di Cammoro, si ha la confluenza in destra idrografica, con il fosso di “Pié di Cammoro” che raccoglie tutte le acque della zona più orientale.
In questa versione compare come origine del Menotre lo “scoglio della Fauella” (senza “v”) ma non vi si fa menzione del “Fosso di Fauvella” o “Fosso Fauvella” che dir si voglia.
La cartografia del “WebGis UmbriaGeo”, a monte di Casaletto, oltre all’indicazione “Fauvella”, in corrispondenza di simboli di edifici, riscontrabili su Google Earth, riporta in modo poco leggibile, una “località Fauvella”, con ampia estensione più in quota.
Analoga, la cartografia del “Geoportale Nazionale”, dove si rileva un luogo indicato come “C. Fauvella”, che potrebbe essere “casa Fauvella” o “casale Fauvella” (fonte CAI) o “Castello (di) Fauvella” (Google Earth); anche in questa mappa è indicata la presenza di edifici e, poco lontano, sottostanti la Strada Provinciale di Pettino, sono indicati simboli di sorgenti, che potrebbero verosimilmente essere considerate come quelle del fosso “Fauvella” o “di Fauvella”. Che comunque non è (ancora) Menotre.
La cartografia WebGis della Provincia di Perugia, molto scarna di dettagli, colloca l’origine di un corso d’acqua sottoposto a tutela, senza indicazione del nome, all’incirca tre chilometri più a valle rispetto alle sorgenti indicate dal Geoportale Nazionale
A scombinare ulteriormente la questione, fosso o non fosso, è una mappa di ARPA Umbria, nella quale il corso del Menotre viene fatto risalire fino a più alta quota, oltre 1.100 metri, con origine non distante dal Colle Martorello, nel territorio del Comune di Campello sul Clitunno (vedi immagine), comprendendo anche quello che sul Geoportale Nazionale viene indicato come “F.so dei Cerri”.
Stanti così le cose, dalle fonti istituzionali, su quale sia l’origine del fiume Menotre come tale, non si ottengono elementi certi o quantomeno convergenti. Sconfortante.
Nulla di cui stupirsi, dunque, se in giro si trovano e si continueranno a trovare informazioni a vanvera.

