Fieno d’emergenza

Il terremoto del 1997 è lontano, di fatto archiviato.

Già dai primi giorni fu una corsa contro il tempo nel realizzare le aree di emergenza, che teoricamente sarebbero dovute già esistere per far fronte ad una ipotetica necessità che poi si rivelò reale.

I terreni destinati allo scopo, oltre ad essere acquisiti, furono bonificati, spianati, in parte asfaltati, dotati delle infrastrutture a rete, di illuminazione pubblica, dei servizi e, successivamente, popolati con moduli abitativi prima e casette di legno poi.

Che fine hanno fatto quelle aree di emergenza? In caso di una nuova emergenza, che il Cielo non voglia, sarebbero ancora fruibili?

Alcune forse sì, molte altre no, divenute impraticabili o impiegate per altri usi.

Una di queste, in zona montana, ad esempio, è utilizzata come deposito di fieno in rotoballe, sicuramente utile per le attività agricole ma estraneo alle finalità dell’area.

A meno che non si tratti di fieno… d’emergenza.


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