Fatevi le canne

I fiumi straripano, per ordini superiori la colpa viene data ai cambiamenti climatici ma poi emergono palesi evidenze che, in realtà, basterebbe una adeguata manutenzione e pulizia degli alvei. Un esempio per tutti, quello recente del fiume Lamone, in Romagna.

Fiumi a parte, sono a rischio anche e soprattutto i torrenti. Chi ha spirito di osservazione dovrebbe chiedersi come mai il Camping Umbria, tra Foligno e Spello, adiacente al Torrente Chiona, sia ormai inattivo da tempo immemore mentre chi ha buona memoria potrebbe ricordare, avvenuto molti anni fa, lo straripamento del torrente stesso, che mi pare non fosse stato indolore.

A Foligno abbiamo il Fosso Renaro, che origina dal Monte Aguzzo e che, da Ponte D’Antimo,  è incanalato in un alveo protetto da arginature artificiali.

Così scrive il Comune di Foligno in una relazione: il Fosso Renaro, a regime pluviale,  in caso di precipitazioni abbondanti è capace di portate d’acqua consistenti che trasportano a valle il materiale detritico di alterazione. 

Nonostante passi attraverso aree abitate, la sua manutenzione non pare in cima ai pensieri della Bonifica, tanto che, tra Via Garigliano e Via Isonzo, fa bella mostra un folto canneto che di fatto sarebbe di intralcio, non si sa quanto, a un eventuale deflusso torrenziale.

Canne che, peraltro, proliferano come sempre anche sulle sponde del Topino.

Ci si era illusi che fossero mantenute pulite dopo una apparente impennata di interventi iniziati lo scorso anno a nord del Parco Fluviale, fino a San Giovanni Profiamma e Scanzano, ma poi rimasti poi a metà, con lo smaltimento dei tronchi tagliati effettuato da privati armati di motosega che ne facevano legna da ardere.

La Bonifica, oltre a molto altro, pare trascurare anche questo.

Se non è in grado di occuparsi degli aspetti più impegnativi, che si faccia almeno le canne.