Borgo sconnesso

E così, alla fine, ce  l’hanno fatta. Rasiglia, frazione di Foligno, “la piccola Venezia dell’Umbria” senza piccole gondole e senza piccoli gondolieri, con il tripudio della politica cittadina e regionale, è stata ammessa tra “i borghi più belli d’Italia”, che non è una istituzione ma (Wikipedia):

un’associazione privata che promuove i piccoli centri abitati italiani che decidono di associarsi ad essa con una qualifica di “spiccato interesse storico e artistico”. I criteri di ammissione all’associazione rispondono ai seguenti requisiti: integrità del tessuto urbano, armonia architettonica, vivibilità del borgo, qualità artistico-storica del patrimonio edilizio pubblico e privato, servizi al cittadino nonché il pagamento di una quota associativa annuale. 

Siamo sicuri che Rasiglia risponda a tutti questi requisiti? Domanda retorica, visto che la questione, pur se privata, ha per l’appunto significativi risvolti politici e che, sotto questo aspetto, tutto si può aggiustare.

Stendiamo un velo pietoso sulla “vivibilità del borgo”, afflitto da una sosta sosta selvaggia veicolare ormai patologica quanto tollerata, anche a danno di chi transita diretto altrove, come pure sui “servizi al cittadino”,  pressoché inesistenti.

Per non parlare della sicurezza. Ad esempio, è normale che uno dei borghi più belli d’Italia abbia la “viabilità interna frazione con fondo sconnesso”, come scritto in una indicazione supplementare di un segnale di pericolo collocato in corrispondenza della tabella di località? E’ normale che sia sconnessa quella stessa viabilità che frotte di turisti percorrono a piedi per visitarlo, magari mettendo a rischio la loro incolumità?

Due sono i casi. O il fondo viabile è realmente sconnesso, e allora chi ha deciso l’ammissione all’associazione ha chiuso un occhio a riguardo ed ha ritenuto che questo non pregiudichi il valore ed il godimento del borgo.

Oppure il fondo viabile, in realtà, non è sconnesso, il segnale ha una finalità allarmistica e serve a pararsi da eventuali richieste pretestuose di risarcimento danni, e allora i competenti uffici comunali  non capiscono che, ad esporlo a sproposito, non fanno fare una bella figura né a Rasiglia né a Foligno.