Un Giro di Caritas

Achille Campanile, scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e giornalista, celebre per il suo umorismo surreale, nella sua raccolta di racconti con questo titolo, si chiedeva che rapporto ci sia tra “gli asparagi e l’immortalità dell’anima”.

Peccato che ci abbia lasciato già da molti anni, altrimenti oggi potrebbe ispirarsi a Foligno  per chiedersi parimenti che rapporto ci sia tra il Giro d’Italia e la Caritas.

Non so quanti folignati si pongano la domanda passando in Piazza davanti l’ingresso di Palazzo Trinci dove, su una sedia, sono esposte borracce con etichetta rosa sullo sfondo di una pettorina della Caritas di colore rosso, guarda caso in tinta con le scelte politiche del suo ex direttore.

Vestendomi idealmente, sia pure indegnamente, dei panni del Letterato, mi sono dunque rivolto ai portatori della stessa pettorina rossa, presenti in loco, ponendo la domanda: che rapporto, che legame evangelico c’è tra la Caritas e il Giro d’Italia, tenuto conto che il suo organizzatore è la RCS MediaGroup Spa, che di certo non svolge la sua attività per spirito filantropico, con 221 milioni di fatturato e 29 milioni di utile netto nel 2023?

Qual è la logica di un connubio, quanto meno iconografico, tra una una organizzazione religiosa ed una società di capitali con scopi di profitto? Che convergenza può esserci in fatto di ideali o di principi morali?

La risposta non poteva che eludere la domanda. Con la la sua presenza in Piazza, mi è stato detto, la Caritas coglie l’occasione del richiamo del Giro d’Italia per per farsi vedere, farsi conoscere, perché pare che la gente ne ignori l’esistenza. In pratica una operazione di propaganda grazie al “Giro”, oserei dire di opportunismo.

Farsi conoscere, però, non basta. Come anche scritto in un cartello, infatti, se da un lato il Comune di Foligno offre gratuitamente queste borracce a quanti le gradiscano, dall’altro, consentendo la contestuale presenza della Caritas, rende così possibile, al momento del ritiro, di versare un obolo, magari su cortese invito.

Insomma, gira e rigira, alla fine, è sempre una questione di soldi.

Peccato che, proprio in fatto di soldi, nell’ambito della stessa Chiesa Cattolica, da un lato si spendano milioni per l’edilizia ecclesiastica, mentre dall’altro, per una autentica missione evangelica a beneficio degli “ultimi”, si debba arrotondare racimolando offerte da chi beneficia di una borraccia in omaggio.