Legge in Fumo

Pochi giorni fa, sostando in un’area di servizio sulla SS 75, accedendo nel bar ristoro con annessa rivendita di tabacchi, non ho potuto fare a meno di sbattere contro un avviso esposto sulla porta di ingresso a firma FIT, Federazione Italiana Tabaccai.

Con tale avviso si sancisce che “ai sensi di legge è vietato entrare in tabaccheria indossando (…) mezzi che rendano difficoltoso il riconoscimento della persona”.

Quella a cui si fa riferimento è la legge 22 maggio 1975 n. 152, “disposizioni a tutela dell’ordine pubblico”, come prescritto all’articolo 5. Una legge in vigore da quasi mezzo secolo, che dunque dovrebbe essere ben nota e come tale superfluo far ricordare.

Peccato che la stessa FIT, Federazione Italiana Tabaccai, a maggio 2020, avesse dato disposizione ai suoi aderenti di esporre un altro e ben diverso avviso in cui si sanciva che “l’accesso” fosse “vietato alla clientela sprovvista di mascherina”, ovvero l’esatto opposto di quanto, per l’appunto, si sancisce oggi.

Consiglio in proposito la lettura di un interessante articolo, Covid e mascherine di Alberto Rizzo su “Giustizia insieme”.

Domanda: sapeva, la FIT, Federazione Italiana Tabaccai, nel 2020, dell’esistenza di quella legge di cui oggi chiede il rispetto e che comunque era valida allora come oggi, con relative sanzioni penali per i trasgressori?

Morale della favola: sarebbe da sperimentare oggi di entrare nelle tabaccherie che espongono questo avviso indossando, a dispetto del divieto ivi dichiarato, una di quelle mascherine senza le quali, con altro avviso, veniva vietato a suo tempo l’ingresso nel 2020,  per vedere l’effetto che fa.

C’è da scommettere che ci sarebbe molto da raccontare.