Il simbolismo urbano di Ivan Theimer

Il simbolismo urbano di Ivan Theimer

(Ovvero l’uso equivoco della configurazione grafica delle due cifre che compongono il numero di cui la seconda è il rovesciamento della prima)

Ho ascoltato questo aneddoto dalla viva voce dell’architetto Luciano (se non Giuseppe) Piermarini, che dello scultore Ivan Theimer è grande amico e ne fu guida spirituale sulle sponde del Topino. Luciano ebbe il suo bel daffare per convincere la Giunta Salari a far passare un progetto in cui due tartarughe di bronzo s’ingroppavano tra loro. Mentre la possente gru s’apprestava a calarle dall’alto nel bel mezzo di Piazza don Minzoni l’artista ceco esclamò: “A Lucià, non quella grande, cala prima quelle due che scopano”. Un modo come un altro per manifestare per le vie brevi la robusta tensione dell’artista verso il trascendente. Nel vedere le due bestiole a parti invertite, una che dava sollazzo all’altra, sobbalzò sulla seggiola il pudico sindaco Salari urlando: “Piermarì da te che hai fatto il Sessantotto non me l’aspettavo”. La tanto discussa fontana in definitiva si fece. Certamente grazie a Italo Tomassoni che portò Theimer a Foligno, ma anche grazie a Piermarini che permise la collocazione delle sollazzanti testuggini aggirando la censura.
19.3.2024
giovanni.picuti@alice.it