Riapre il Gran Caffè!

Riapre il Gran Caffè!

È il 2021: quei carbonari impenitenti del “sarebbe stato” – dato che oggi è realtà – Gran Caffè Sassovivo mi propongono la direzione del giornale, e io firmo in bianco; un po’ perché il caffè lo adoro, un po’ perché sento di condividere coi sassi un certo quale gusto per l’ignavia. Nulla in più sapevo, al tempo, della storia del salotto cittadino par excellence, il Gran Caffè Sassovivo: quello – per intenderci – del celeberrimo birillo, che, come un minuscolo Atlante, da solo reggeva l’intera leggenda di Foligno “centro del mondo”.

Confesso che, a forza di ascoltare le storie dei giornalisti folignati della vecchia guardia, quel caffè ho cominciato a bazzicarlo pure io: origliando i pezzi dettati alle testate dalle cabine telefoniche, assaggiando vari tè al bancone; magari imparando a giocare a carambola! Pagando l’expertise con qualche colpo di tosse immaginario causato dal fumo denso che pare conferisse al Gran Caffè un’aria quasi noir.

Ebbene, in tutta sincerità, v’è un altro motivo – non meno vero della storia dei caffè e dei sassi – per il quale accettai il ruolo di buon grado: e cioè che la vecchia guardia di cui sopra si era messa in testa di riaprire il Gran Caffè Sassovivo tramutandolo in giornale! Un figliolo dalla lunga gestazione, lo concediamo; nondimeno, eccoci qui, nel momento di massima debacle della carta stampata, con intere redazioni decimate dalla povertà dilagante (economica e contenutistica), a proporvi un portale online che restituisca a Foligno un luogo di dibattito, confronto, riflessione, impegno civico.

Non basta: una palestra sociale, un osservatorio del futuro politico. Diciamo meglio: un pezzo di DNA folignate riconsegnato alla città, il quale ha tutta l’intenzione di diventarne l’agorà virtuale.

E acciocché non pensiate che la redazione sia calcata da soli preziosi dinosauri – quasi fosse un parco giurassico invece che una testata giornalistica -, vi do la mia parola d’onore (cliccare per credere) che di giovani penne ne troverete a iosa. Sposando in pieno le parole di Sir Alex Ferguson,

“la mia missione è costruire una squadra che sia in grado di mantenere la capacità di competere nei prossimi dieci anni, non solo le prossime dieci partite”.

Fugato ogni lecito dubbio, passiamo al merito della questione: quanto zucchero nella tazzina?

(In copertina sezione quadro di Luigi Frappi)