Il Gran Caffè Sassovivo

Il Gran Caffè Sassovivo

Il Gran Caffè Sassovivo, col suo ampio salone centrale, la sala da tè in stile barocco, e le due vaste sale da biliardo e da gioco, inaugurato il 4 giugno 1930, per oltre cinquant’anni si è connotato come il salotto buono – quasi di élite – dei folignati. Poi, negli anni, ha perso quel “tocco aristocratico” per diventare un punto di aggregazione e socializzazione, dove le genti di Foligno si incontravano, in un contesto conviviale, per dibattere di questioni sociali e politiche, e persino per concludere affari; un luogo speciale che ha fatto parte, per decenni, del tessuto storico locale. E in quei locali, dove c’era persino una parete zeppa di cabine telefoniche, nacquero i primi germogli del giornalismo folignate, che in seguito sarebbe diventato tanto importante per la storia dell’Umbria.

Foligno viene considerata (con una definizione amplificata da Eugenio Scalfari su “Repubblica”) il “centro del mondo” per la sua posizione geografica; tale punto è sempre stato identificato dai Folignati proprio con il birillo centrale del biliardo del “Caffè Sassovivo”. Chiuso – nell’indifferenza generale – per dar luogo prima a un moderno ristoro, poi ad un istituto di credito, attualmente l’involucro del fu GCS ospita un’attività commerciale.
Tale scelta ha stravolto anche l’identità storico culturale della città, perché si è perso un “luogo” che si identificava con il territorio: è stato smarrito qualcosa della nostra storia e della nostra tradizione.

Foligno deve ritrovare identità, dignità e orgoglio, rivendicare i propri valori, la propria cultura e le proprie tradizioni, riacquistando così la centralità che le compete, anche in ambito regionale.
Il settimanale Gran Caffè Sassovivo è stato pensato, nel 2015, per far veicolare informazioni ed idee, per ridare ai folignati un luogo di incontro, seppur virtuale, per incrementare il dialogo e l’effettiva partecipazione comune: una moderna agorà, nella quale passioni e slanci si sarebbero potuti coniugare con il dibattito sulle problematiche e le possibili soluzioni, in un’interazione continua; della quale l’informazione autentica e libera – capace di rappresentare lo spirito della città – sarebbe stata la cifra distintiva.

Oggi, finalmente, il sogno può diventare realtà: quello che costruiremo, redazione e lettori insieme, sarà un percorso per dare voce a chi non ha voce, per alimentare la cultura dell’incontro e del confronto; per dare spazio, all’interno di ogni tematica, a una pluralità di idee e opinioni diverse, privilegiando sempre la realtà cittadina e gli interessi di Foligno.

L’editore.