Il dottore dell’Eredità Daniele Alesini: “Foligno è nel mio cuore”

Il dottore dell’Eredità Daniele Alesini: “Foligno è nel mio cuore”

Il dottor Daniele Alesini campione dell’Eredità è diventato un personaggio televisivo amato da tutta l’Italia. Non solo per la sua preparazione che gli ha permesso di accumulare una vincita di 285 mila euro ma anche per la sua simpatia. La platea televisiva, quando ha deciso di lasciare la trasmissione di fronte ad uno sbigottito e commosso Marco Liorni, dicendo “devo tornare dai miei pazienti”, si è alzata in piedi tributandogli un lungo applauso. Il folignate Daniele è un oncologo e, lasciati gli accattivanti riflettori, è tornato alla sua mission. Salvare vite. Come ha fatto il papà Andrea, morto giovanissimo, che ha dedicato tutta la sua vita al servizio sanitario nazionale di cui è stato protagonista in prima linea, partigiano contro le baronie e le storture, e studioso di nuove metodologie che hanno avuto applicazione. Uno dei più grandi ospedali di Roma porta il suo nome e anche la sala convegni dell’ospedale di Foligno di cui è stato anche direttore sanitario si chiama Andrea Alesini.

Dottor Daniele, un’Eredità televisiva e un’Eredità da portare avanti come medico. Come concilia le  due cose?

La partecipazione all’Eredità è stata una bellissima esperienza sotto vari punti di vista: mi ha permesso di muovermi al di fuori della mia comfort zone (e di questo sono infinitamente grato a mia moglie che mi ha spinto a farlo), mi ha fatto incontrare tantissime, splendide persone sia fra i concorrenti che si sono succeduti sia fra i numerosi professionisti della Rai e della Banijay che hanno creato un ambiente straordinariamente sereno ed accogliente, ricordandoci in ogni momento che dovevamo soprattutto divertirci! Mi è dispiaciuto lasciare questa seconda vita (per quanto breve sia stata!) tuttavia l’ho fatto con la consapevolezza che era il momento di ritornare al mio lavoro che amo moltissimo e che avevo messo in pausa.

Veniamo a Foligno, la città dove  è nato. Che ricordi ha, che scuola ha frequentato? Ricorda qualche amichetto di classe o qualche amichetta? E qualche insegnante?

Foligno è una città che ho nel cuore e che farà sempre parte di me. Sono andato via nel 1994 quando avevo 9 anni pertanto i ricordi della mia vita lì sono piuttosto frammentari e sfumati. Ho frequentato la scuola Elementare Mameli a Foligno; ricordo il nome delle mie Maestre di allora: Giuseppina, Morena ed Enza (Birzò, se non sbaglio…una maestra affettuosa e dolce, di cui ricordo ancora la grafia elegante, le mani morbide e il profumo). Ricordo ancora il giorno, alla fine della terza elementare, quando ho dovuto salutare i miei compagni di classe: che pianti! Anche perché nel 1994 cellulari, mail non erano neanche all’orizzonte e per un bambino di 9 anni è decisamente complicato mantenere contatti con i suoi amici lontani. Molti anni dopo sono riuscito a riprendere i contatti con alcuni compagni (Matteo Alessandra, Alessandro Baldaccini e Cristiano Floridi) grazie soprattutto ai Social Network. 

Ma torna a Foligno?

A Foligno torniamo ancora spesso perché abbiamo casa; uno dei momenti più belli che io e la mia famiglia aspettiamo tutto l’anno è la raccolta delle olive dai nostri alberi che ci permette di ritrovarci tutti insieme (mia madre e noi cinque fratelli con le nostre famiglie) sotto lo stesso tetto: è una tradizione che amiamo moltissimo.

Sicuramente una parte importante per l’affetto che provo per Foligno e per l’Umbria in generale è dovuta al fatto che, quando sono qui, ho l’impressione di sentire ancora più forte e concreto il ricordo di mio papà che ha adorato questa terra tanto da voler essere sepolto a Spello. Ho l’impressione che quasi tutti i ricordi che ho di lui siano legati principalmente all’Umbria e per questo amiamo così tanto tornarci.

Poi la vita romana, è stata naturale la sua scelta di fare il medico oppure ha voluto seguire le orme di papà e mamma?

Da quando ho memoria, ho sempre voluto fare il medico; ricordo che quando ancora vivevamo in Umbria, chiesi ai miei genitori di comprarmi la meravigliosa collana di Esplorando il Corpo Umano e mi ricordo la gioia nel costruire il modellino del corpo umano con i polmoni, il cuore di due colori, la scatola cranica con il cervello all’interno: bellissimo!

Lei è sposato e ha tre figli. Anche sua moglie è medico?

Sono sposato con Maristella da quasi 11 anni; lei è Pediatra e lavora nel mio stesso Ospedale. Ci siamo conosciuti all’Università. Abbiamo 3 figli: Nicolò di 9 anni, Alice di 6 e Olivia di 2.

Torniamo in Tv. Lei è stato il beniamino della trasmissione L’Eredità. E vincita a parte è entrato nel cuore degli italiani. Che effetto le fa? E i suoi colleghi e pazienti che le hanno detto quando è tornato in ospedale?

 Per mia natura sono piuttosto schivo, non amo essere al centro dell’attenzione (per questo ho sempre adorato di essere nato in piena estate: nessuna festa di compleanno con decine di persone che ti guardano scartare i regali…) però ammetto che, quando capita che per strada qualcuno mi saluta perché mi riconosce, mi fa molto piacere anche perché spesso lo fanno chiamandomi il dottore dell’Eredità ed è un nomignolo che mi piace perché il qualche modo unisce queste mie due vite: la Medicina e questa parentesi televisiva. Anche i miei pazienti hanno spesso sollevato questa questione; sono stati tutti estremamente gentili e supportivi; qualcuno però mi dice che è contento che ho lasciato perché così sono tornato al lavoro. I miei colleghi sono stati splendidi e non finirò mai di ringraziarli perché mi hanno dato la possibilità di assentarmi dal lavoro non per motivi familiari o di salute ma solo per una questione puramente ludica: sono stati veramente disponibilissimi quindi… Grazie infinite a Umberto, Valentina, Giusi, Simonetta, Paola e Daniela.

Le va di tornare a prendere un caffè con gli amici del Gran Caffè Sassovivo ?

Verrò volentieri a prendere un caffè con voi!