Erano ce
ntinaia le persone presenti ieri alla manifestazione a favore della Global Sumud Flotilla, l’iniziativa di solidarietà internazionale che dai porti di Genoa, Barcellona e Tunisi è in viaggio con imbarcazioni colme di cibo e aiuti umanitari diretti a Gaza. Il raduno, voluto da Foligno in Comune in collaborazione con altre forze politiche e numerose associazioni del territorio, ha coinvolto una fetta importante della popolazione cittadina. Al corteo non erano presenti segni distintivi di alcun partito o organizzazione, le persone erano unite nel loro intento e marciavano come fossero un unico corpo. La fiumana di persone sventolando bandiere della pace e della Palestina ha attraversato il centro storico fino a concludere il tragitto in Piazza XX Settembre, dove c’è stata una riflessione finale con le parole di Giovanni Verga ne I Malavoglia: “Il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole”. Sono da considerare dispersi, invece, i rappresentanti delle istituzioni locali, i quali hanno mancato un appuntamento che avrebbe potuto sancire un percorso di unità verso tematiche che vanno ben oltre le questioni nostrane.

Ad ogni modo, mentre ascoltavo le parole di Verga e immaginavo il clima piratesco delle imbarcazioni dirette a Gaza, una missione così ardua e dalla riuscita molto improbabile, mi sono chiesto – anzi ho chiesto a Chatgpt – se fosse possibile raggiungere Gaza partendo in barca dal Topino. Innanzitutto, devo dire che Chatgpt mi ha ringraziato per la domanda affascinante, ma ha fortemente scoraggiato l’iniziativa dato che – e forse me lo potevo immaginare – il Topino non è navigabile. TUTTAVIA, esisterebbe un modo: con un kayak o con una canoa sarebbe possibile poi, passando per il fiume Chiascio a Passaggio di Bettona, giungere al Tevere e da lì nel giro di un paio di settimane sfociare nel Mar Tirreno. Ma per l’IA il vero problema a questo punto non sarebbe più il blocco navale israeliano, i droni o le minacciose ritorsioni del governo di Netanyahu: l’intelligenza artificiale si preoccupa della scarsa portata d’acqua, delle temibili dighe, delle insormontabili cascate, per non parlare dell’inquinamento dell’acqua o dei tratti non navigabili che non sia mai che ci tocca camminare. Pertanto, meglio abbandonare questa idea degna di Don Chisciotte della Mancia e lasciar fare a chi ha coscienza di ciò che sta facendo, nella speranza che tutto ciò non serva solo a noi per non sentirci inermi, ma che questa risonanza mediatica smuova i governi di tutto il mondo verso un aiuto concreto a Gaza come in Cisgiordania.
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GIACOMO TONI
